Disclaimer
Questo articolo nasce da una riflessione personale sulle letture che hanno accompagnato il mio percorso degli ultimi anni. Non sono un filosofo né pretendo di esserlo. Sono semplicemente un appassionato di sport e analisi che ha trovato nei “Pensieri” di Marco Aurelio uno strumento pratico per affrontare meglio la quotidianità, dentro e fuori dal campo. Se cerchi un saggio accademico, questo non è il posto giusto. Se invece vuoi scoprire come un imperatore romano vissuto duemila anni fa possa aiutarti oggi a gestire una sconfitta, a prendere decisioni più lucide o a mantenere la concentrazione, continua a leggere.
Cosa troverai in questo articolo
Primo Quarto: Come ho scoperto Marco Aurelio e perché ho deciso di leggerlo
Secondo Quarto: Il controllo: distinguere ciò che dipende da noi da ciò che non dipende da noi
Terzo Quarto: L’approccio stoico applicato allo sport e all’analisi
Quarto Quarto: Lezioni pratiche per la vita quotidiana
Primo Quarto: La Scoperta
Ricordo ancora quando ho aperto per la prima volta i “Pensieri” (Ta eis heauton, “A se stesso”). Cercavo qualcosa che mi aiutasse a gestire meglio lo stress delle decisioni quotidiane.
Marco Aurelio non era un filosofo di professione. Era un imperatore, un leader con responsabilità enormi, che scriveva per se stesso, probabilmente di notte, dopo giornate estenuanti. Nei suoi scritti non c’è retorica vuota, ma un dialogo intimo con se stesso su come affrontare la vita con razionalità e serenità.
Questo mi ha colpito subito: non stava scrivendo per pubblicare un best-seller o per costruirsi una reputazione. Stava cercando di diventare una persona migliore, giorno dopo giorno. E questa onestà intellettuale è ciò che mi ha fatto proseguire nella lettura.
Secondo Quarto: Il Controllo
Il principio cardine dello stoicismo, che Marco Aurelio ripete in mille modi diversi, è la dicotomia del controllo: ci sono cose che dipendono da noi e cose che non dipendono da noi.
Dipende da noi: il nostro giudizio, le nostre intenzioni, i nostri sforzi, come reagiamo agli eventi.
Non dipende da noi: i risultati, le opinioni altrui, il talento innato degli altri, le vicissitudini esterne durante una partita, l’infortunio improvviso.
Nel mondo dello sport questa distinzione è fondamentale. Posso controllare quello che è in mio potere come le mie decisioni e le mie scelte in campo. Ma non posso controllare le scelte arbitrali o le azioni-reazioni dei miei compagni o avversari, , se il caso girerà a nostro favore o contro.
Ho smesso di tormentarmi per cose fuori dal mio controllo e ho iniziato a concentrarmi esclusivamente su ciò che posso migliorare: la qualità delle mie scelte, la chiarezza della mia comunicazione, la mia capacità di apprendere dagli errori.
Terzo Quarto: Lo Stoicismo nello Sport
Lo sport è forse l’ambito più crudele dove applicare lo stoicismo, perché i risultati sono visibili, immediati, pubblici. Una sconfitta non si può nascondere. Un errore viene visto da migliaia di persone.
Marco Aurelio scriveva: “L’impedimento all’azione fa avanzare l’azione. Ciò che sta sulla strada diventa la strada.” Ho imparato a vedere gli ostacoli non come sfortune ma come opportunità di crescita. Una prestazione sottotono? È l’occasione per raffinare routine e allenamento. Una critica dura? È il momento per mettere in discussione le mie convinzioni.
Nello sport, come nella filosofia stoica, conta il processo più del risultato. Posso prendere la decisione giusta e perdere comunque. Posso fare un’analisi impeccabile e vedere tutto andare storto. Ma se il mio processo è solido, se ho fatto del mio meglio con le informazioni disponibili, non ho motivo di rimproverarmi.
Questo approccio mi ha reso più resiliente. Le sconfitte fanno ancora male, certo, ma non mi distruggono più. Le vedo per quello che sono: eventi esterni che non definiscono il mio valore o la qualità del mio lavoro.
Quarto Quarto: Lezioni per la Vita Quotidiana
Oltre allo sport, le lezioni di Marco Aurelio hanno permeato la mia vita quotidiana in modi che non avrei previsto.
Memento mori: Ricordarsi della propria mortalità non è morboso, è liberatorio. Mi aiuta a dare il giusto peso alle cose. Quella discussione per un’inezia? Insignificante. Quella opportunità che ho rimandato? Forse è il momento di agire, perché il tempo non è infinito.
Praemeditatio malorum: Visualizzare in anticipo le difficoltà mi ha reso più preparato ad affrontarle. Prima di una presentazione importante, immagino cosa potrebbe andare storto. Non per autocommiserarmi, ma per avere già pronte delle soluzioni. Quando poi le cose vanno male, non mi trovo impreparato.
L’attenzione al presente: Marco Aurelio ci ricorda che viviamo solo nel momento presente. Il passato è andato, il futuro non esiste ancora. Questa consapevolezza mi ha aiutato a ridurre l’ansia da prestazione e a godermi di più quello che faccio, che sia analizzare dati o semplicemente bere un caffè.
La filosofia stoica non è una bacchetta magica. Non risolve i problemi. Ma offre una cornice mentale più robusta per affrontarli. Mi ha insegnato che non possiamo controllare gli eventi esterni, ma possiamo sempre scegliere come reagire ad essi. E questa, alla fine, è l’unica vera libertà che abbiamo.
Sources & Links
Libri consigliati:
- Pensieri (o Colloqui con se stesso), Marco Aurelio – Qualsiasi edizione va bene, personalmente consiglio quella con traduzione di Maristella Ceva (Rizzoli BUR)
- Discorsi, Epitteto – Per approfondire i principi stoici
- Lettere a Lucilio, Seneca – Stoicismo in forma epistolare, molto pratico
Risorse online:
- Stanford Encyclopedia of Philosophy – Stoicism
- Daily Stoic – Riflessioni quotidiane sulla filosofia stoica
- Massimo Pigliucci su Stoicism – Filosofo moderno che applica lo stoicismo alla vita contemporanea
Letture correlate sul mio blog:
“Alzati ogni mattina e dì a te stesso: oggi avrò a che fare con persone invadenti, ingrate, violente, subdole, invidiose, asociali. Sono così perché non sanno distinguere il bene dal male.” – Marco Aurelio
Non serve essere d’accordo con tutto quello che ha scritto un imperatore romano. Ma vale la pena ascoltarlo.
